| Uno spazio per...riflettere |
| Per concludere, intendiamo lanciare qualche spunto di discussione, nella speranza che vorrete confrontarvi con noi, sia nel forum, sia via e-mail o in qualsiasi forma preferiate |
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Siamo convinti che la ricerca di una sintesi fra aspetti immersivi e riflessivi possa essere la direzione per trasformare il computer da strumento di lavoro motivante, prospettiva comunque da non disprezzare, a strumento di conoscenza consapevole.
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Il computer non dà solo conoscenze (per questo potrebbe bastare il libro, che nel settore vanta secoli di onorato servizio) ma permette di esplorarle, di manipolarle, di costruirle attivando, nel processo di trasformazione da consumatori a produttori, importanti processi metacognitivi.Quindi, un uso didatticamente adeguato del computer è quello che permette di calarsi fra le informazioni e le conoscenze attivando contemporaneamente gli aspetti esperenziali e quelli riflessivi.
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E' legittima una schematizzazione teorica che contrappone il libro al computer? Un media deve necessariamente sostituire l'altro? La multimedialità rappresenta il momento della negazione di un processo dialettico che deve sostituire il libro, ossia uno strumento cognitivo ormai obsoleto? Non è possibile una sintesi che superi la contraddizione attuale salvando gli aspetti positivi di entrambi i poli della contraddizione?
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