L'Associazione SEINGIOCO

ha presentato il libro

“La percezione della follia” di Andrea Salieri,

ed. Clandestine

L'incontro con l’autore si è svolto presso la Biblioteca dell'ITC V.E.II di Perugia:

  • 5 aprile, alle ore 16.30 - Presentazione del libro “La percezione della follia” di Andrea Salieri, ed. Clandestine. Il libro offre spunti di riflessione sulle dinamiche dei rapporti familiari.
La percezione della follia

Sara è sola.

Appesa tra il pavimento e il cielo.

Come lei, tante. Ma Sara percepisce il disagio e lo traduce in domanda inespressa.

E allora, erano pensieri mescolati a verdura, trini e ossessivi come biscotti appena usciti dal forno, fritture adesive alle trascurate vesti, pietanze stracotte e fuorvianti dove l’indicibile, congiunto al ricettario, davano un non luogo servito nel piatto.

La routine, la cena, i bambini, il marito, gli automatismi di una vita sognata diversa.

La voce di lui le giungeva come ingerita.

“VUOI CAZZO DIRMI DOVE STANNO I CALZINI!”

Sara vuole fuggire.

… in quell’abbandono divorata e la carne, trafitta, aggrappata nel tracollo, cento metri dal suolo, ad un limbo che non è più vita e tuttavia morte ancora non è… Ne avesse avuta la forza, implorargli il silenzio… “Lasciami andare, ti prego…”

Ma anche la libertà più radicale e più sua le viene negata.

… pare che per alcuni la salvezza eterna abbia come unica via il condannare altri a un’infinita pena, tanto è l’accanimento terapeutico.

Sara deve restare. E sopportare il supplizio di essere riportata indietro a forza. D’altra parte:

… non c’era un Dio misericordioso ad attenderla… in quella breve visita guidata, aveva maturato la convinzione che l’aldilà nient’altro fosse che un al di qua visto da dietro e ciò lo rendeva ben diverso da quel non luogo che desiderava... Dove la scienza non ha di che comprovare tesi, non è difficili trovare genti pronte ad enunciare strampalati teoremi che in qualche modo diano speranze a chi di queste ha bisogno.

E allora, ciò che non è dimostrato falso può essere vero e quindi lo è.

Cosicché anche la fede non è più un credo, ma un sapere di cui si è persuasi.

Sara torna alla vita di sempre. In gabbia. Incomunicabilità a due.

… non se la fece nemmeno incartare Vincenzo, il giorno che tornò a riprendersela.

Firmò i fogli di consegna e la tirò su così com’era…

Nel frattempo, avrebbe pensato lui a dare consistenza alle voci che già la volevano vittima di infortunio domestico.

E le sarebbe stato più vicino.

Con fermezza avrebbe tenuto le redini.

Della loro vita insieme.

Per compagnia un anemone di mare. E Anna, l’amica che non c’è.

… vedi tesoro, i celenterati hanno il sistema nervoso bidimensionale, limitate capacità motorie e un cervello a impulsi elettrici che reagisce solo agli stimoli a cui è sottoposto dall’esterno. Insomma, quanto di più simile ci sia ai maschi, non trovi?

Fuggire di nuovo, allora. Questa volta in modo più “organizzato”. E insieme ai carnefici. Tentare, almeno.

… quando dai un nome a qualcosa ti ci affezioni, diventa tuo nell’intimo…

Quasi che a favorire la sacralità della vita non fosse la vita stessa ma l’originalità che a questa è data.

… anche se non ti appartiene è posseduta.

Disconoscere doveva.

… reclama identità colui che di per sé ne è privo.

Disconoscere.

Tentare, almeno. Per la pena di vivere così.

… il dolore, quello vero, attacca da dentro…

Non ha un impatto brusco.

Non è il cozzare di una testa contro un muro.

Tutt’altro.

Questi è gentile e premuroso, si fa complice di tutto ciò che non riesci a dipanare, lo riconosci nei colori dell’autunno, nei giorni di pioggia in quella strana malinconia sottile che fa un sorriso denso e le narici protese ad inalare nuovi odori.

Ti nutre e ti confonde.

Dapprima tale si presenta e non dà impaccio.

Si alimenta con le tue speranze.

Poi, ti avvolge.

Finché è impossibile distinguerlo da sé.

Riuscirà Sara a realizzare il suo obiettivo di morte?

Morte liberazione o morte sconfitta?

Non posso dirlo, qui. Non l’ho detto nemmeno ieri, presentando in biblioteca “La percezione della follia” di Andrea Salieri. perché il libro è pur sempre uno psico-thriller, con un finale mozzafiato che va vissuto leggendolo. O letto vivendolo. Ma il libro è molto di più. E’ soprattutto un’indagine psicologica condotta con maestria da uno scrittore (uomo) che sa calarsi nei meandri di una labirintica e alla fine folle coscienza (femminile).

Ma è proprio questo il punto. Sara è folle?

Percepire il proprio disagio, percepire la follia non è già il segno che follia non è?

Ed è Sara che pian piano si allontana da tutti sfumando nella follia i contorni della realtà o è esattamente il contrario, è la realtà metropolitana, indifferente, nervosa, schizzata, egoistica e voyeuristica a contagiarla con la sua follia?

Chi sono, oggi, i veri pazzi? Chi, come Sara, vuole uscire dagli automatismi del quotidiano o chi, giorno dopo giorno, ne perpetua l’assurdità?

… Nel credersi sani c’era altrettanta follia… e il diniego rende gli uomini afflitti ma non affatto immuni…

Andrea Salieri è un artista poliedrico: musicista, poeta, romanziere. Sorprese della piccola editoria.

Il suo modo di scrivere si colloca in una zona di confine tra prosa e poesia. La parola è cercata, sofferta, scelta non solo per il suo significato, ma anche per il suono e la melodia. Parola urlata, ritmica, ossessiva, ma anche impercettibile, silenziosa negli spazi bianchi e nelle pause. Elegiaca.

Salieri è noto anche per “L’urlo” e per “L’omicidio Berlusconi”, da cui è stato ricavato un film che presto uscirà nelle sale.

Ci risiamo, penserà qualcuno, con la personalizzazione irrispettosa e controproducente. Niente di personale, invece, solo l’analisi ironica e spietata dei perversi meccanismi di potere e dei mali di un’intera stagione politica.

Una stagione che voglio sperare giunta ormai agli ultimi, folli sussulti.

Paola Bordoni

 
Approfondimenti
http://www.stradanove.net/news/testi/libri-05b/lacri0610050.html
Edizioni Clandestine
Andrea Salieri


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