onda tenera e dispotica
m'increspi
in esaltanti vertigini
sino a farmi lambire
le più piccole cose
CAMMINARE ALL'INFINITO
Troppo chiari i miei occhi
per sostenere
riverberi al tramonto:
vorrei annullarmi
in quest'aria di vetro
che ha i colori dell'oro
e la fragilità dell'autunno.
Altrettanto fragili
le parole
e invano tento
di sottrarle al vento
che solleva come foglie
le emozioni:
con i pensieri voltati indietro
mi chiedo
per quali strade
potrei camminare
all'infinito
Gladys Basagoitia
Antipoesia I
accaniti
armati fino alla punta dei capelli
fino al filo dei denti
in nome della pace lanciano l'amo e l'esca
latte in polvere
farina
medicine scadute
lanciano bombe e sorridono
sperando che i bambini uccisi
prendano il latte dai seni assassinati
il mondo s'inginocchia innanzi al dio dollaro che
controlla la borsa e gestisce la fame
il potente impettito preme il tasto
segna l'ora del massacro
tira i fili
i burattini uccidono e muoiono
esultano e uccidono
viaggia l'avversità sulla navi da guerra
odio e vendetta viaggiano
negli splendidi uccelli di metallo
dalla terra invasa
si eleva allucinante la colonna di fumo
cenere macerie ossa calcinate
la crudeltà umana proclama la vittoria
segnati per sempre nel corpo e nello spirito
pochi sopravvissuti
agonici
Brunella Bruschi
Caproniana
Esser poeta vorrei
dall'A alla Z
( non voce tesa
che narra
d'insufficienti memorie
la resa
a occhi assenti
e mercurio di labbra).
Persa l'insidia e il canto
sedermi accanto
fuori di questa clausura:
dire di una rosa
la cosa che la misura.
Il libro era Res Amissa
la dedica offriva
una res per sempre "reperta".
Così offuscata la mente
vorrebbe ancora
fermare quel grande
piccolo niente.
Con ancore spoglie
Nel fondo della notte ancora
vorrei ripescare,figlio, le parole
anche con apprensione
perché sempre le parole sono
sintomo d'incertezza
di fronte al suo perentorio silenzio
Noi con ancore spoglie
abbiamo cercato una rotta
giocando con la densità del pianto
(come nella nebbia, io di madre
da inventare e di bambina sospesa,
tu di una labile forma,
dell'impresenza che ti mordeva.)
giocando coi fantasmi
della storia che nessuno di noi
voleva lasciare,
a cui non si voleva tornare.
Figlio del cuore che eri
la verità e la disperata tenerezza
delle veglie, io volevo solo
prepararmi, essere
in grado di commettere con
più cura l'errore della protezione
Ma tu lo sfuggivi
con la ferocia di chi non può
guardare il volto della propria pena