29 marzo: “La lettura dei critici”


Mercoledì 29 marzo si è svolto presso la Biblioteca S. Penna dell'ITC "Vittorio Emanuele II" di Perugia l'incontro "La lettura dei critici", organizzato dall'Associazione "Seingioco" e curato da Gabriella Zito e Vittoria Bartolucci.

Ad esso hanno partecipato il critico Sandro Allegrini e le poetesse Maria Liscio e Patrizia Fazzi il cui intervento è stato preceduto dalla lettura di alcune notizie biografiche affidata alle due curatrici

Ha preso per prima la parola Maria Liscio, che ha tra l'altro insegnato per vari anni Lettere al "Vittorio Emanuele". La poetessa, che ha pubblicato otto raccolte ("la sua poesia", scrive di lei S. Allegrini, "è coltissima …e densa di un'umanità che affascina e coinvolge"), ha tracciato a grandi linee una storia della critica dalle origini ai giorni nostri e quindi, prendendo spunto da alcuniversi da lei dedicati a Emily Dickinson, ha illustrato alcune sue riflessioni relative alla Poesia. E' stata inoltre distribuita tra i presenti una sua piccolasilloge di componimenti poetici dedicati a scrittori, artisti, musicisti di ogni tempo e paese , curata da Vittoria Bartolucci e dalla stessa denominata"Piccola Antologia di critica poetica".

Di seguito, Sandro Allegrini, critico ormai da tempo affermatosi sia in Umbria sia al di là dei suoi confini grazie al gran numero di saggi relativi all'opera di poeti e artisti famosi o "alle prime armi", di collaborazioni con riviste letterarie, di presentazioni di raccolte di poesia (in alcuni casi da lui stesso curate) che testimonianola competenza, la sensibilità e la disponibilità del loro autore, facendo riferimento a un suo intervento pubblicato, in occasione di un convegno, nella rivista "Il filo rosso" e a quelli di altri suoi colleghi, ha commentato opinioni di ieri e di oggi relative alla critica, senza tralasciare di raccontare, col tono di chi non dimentica di risultare piacevole da ascoltare anche quando parla di argomenti molto impegnativi, alcune sue esperienze in questo campo.

E' stata poi la volta di Patrizia Fazzi, poetessa e docente aretina di Materie letterarie e Latino, autrice delle raccolte poetiche “Ci vestiremo di versi” (Prefazione di Giorgio Luti, Helicon, 2000) e “Dal fondo dei fati” (Prefazione di Giovanna Vizzari, Edizioni del Leone, 2005,”Fiorino d’argento” al Premio Firenze 2005). La poetessa, partendo da alcuni versi di Aldo Palazzeschi (“io metto una lente davanti al mio cuore/ per farlo vedere alla gente”) e riallacciandosi alla citazione proustiana di Allegrini (la parola poetica come “strumento ottico”che permette al lettore di leggersi dentro), ha sottolineato l’importanza del rapporto tra autore e lettore:”la poesia non basta scriverla, occorre comunicarla, in un gioco infinito di lettura e rilettura tra il “saltimbanco” poeta e il fruitore dell’opera”. Per meglio evidenziare questo, Patrizia Fazzi ha analizzato una poesia di Valerio Magrelli “le poesie vanno sempre rilette/lette rilette messe in carica…/sono apparecchi per caricare senso…/sospiri trattenuti, ticchettii…”. La lettura di una sua poesia,”Definitive parole”, ha permesso a Patrizia Fazzi di mettere in evidenza la specificità del testo poetico,”Struttura inamovibile, in cui nulla è casuale, ma captato e scelto dal poeta nell’atto creativo e perciò insostituibile, pena la perdita di valore del testo stesso e del suo forte valore simbolico”. Il racconto delle sue esperienze nel campo della critica ha inoltre permesso al pubblico presente nella Biblioteca di conoscerepunti di vista di quanti ad essa lavorano ai giorni nostri e in varie parti d'Italia.

Ai tre interventi si sono inoltre alternati momenti musicali di cui è stata protagonistaMaria Cristina Baioletti, tra l'altro raffinatissima poetessa presente con i suoi versi in alcune antologie, che, dando un'ottima prova della sua sensibilità, della sua cultura e delle sue capacità, ha sia interpretato al pianoforte sia dato voce a canzoni d'autore in varie lingue: ebraico, francese, inglese, spagnolo, portoghese e italiano.

Spunti per riflettere e discutere

Qual è la funzione del critico?

Come possiamo giudicare l’oggettività della sua interpretazione?

Riportiamo alcune citazioni che Sandro Allegrini ha fatto nel suo intervento:

“I critici sono di solito persone che avrebbero voluto essere poeti, storici, biografi…se avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento nell’una o nell’altra cosa, e non hanno avuto successo; perciò si sono dati alla critica”.(Coleridge: Lezioni su Shakespeare e Milton)

“Criticare è valutare, impadronirsi, prendere possesso intellettuale, insomma: stabilire un rapporto con la cosa criticata e farla propria”.(Henry James: Le prefazioni)

“Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere”.(Borges)

“Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”.(M.Proust: Il tempo ritrovato)

 

Maria Liscio

Poesie

Una cantante in casa Dickson

Canto per te, Emily
è solo per te che canto
Mi han detto che mi ascolti di lassù
reclusa volontaria nella tua stanza
e so che tu capisci
quanto sforzo d'amore quanto timore
in questo mio
cercar d'interpretare senza tradire
i Miti di cui canto le melodie
Ma è sangue perso, sai
Sempre io
metterò di me un tanto
in tutto ciò che canto, opera altrui
E così tu domani
sarai intesa amata
nei modi di chi ti leggeràI Miti
rimangono nel perpetuo fluire
ma obbligati al mutareChissà
nella canzone che canto
cosa intese chi la compose
in un mondo in un tempo
perduti ora per me. E tu
quello che avrai vissuto
lo affidi al ventoCanto per te
solitaria fanciulla detta "Il Mito"
perché tu sola
capisci questo perdersi
del nostro intimo incantoE questo estremo
-vano- umano tentativo di fissarlo

Sonda

La sonda
che affondaprofonda
nel mare
inquieto dell'anima
non trova
mai il fondoFondale
perduto insaputo
invano lo tenta
la mano tremante
sul foglio(la mente)

Perli Qingzhao - Poetessa cinese (1084-1151)

Contro il tempo
Fermare la vita nelle parole
cancellare l'oblioPoi
cosa resta di Saffo la grande
se non l'eco di un nome
e pochi versi?Di altri
la favola confusa
di una fama un tempo risonante
Di altri ancora l'ignota
cenere che calpestiamo

A mio nipote

Tu bambino
dagli occhi pensierosi
non essere poeta - ti prego
Un poeta
è colui che pretende l'impossibile
si adopera a varcare
quell'ignoto confine che sta fra il tempo
e il mare dell'infinito. Disconosce
l'umana dimensione
ed ama sprofondare negli abissi
dove i mostri si scambiano con gli angeli
ed è abbattuto il muro che li separa

Non essere un poeta!

Che l'ignara coscienza
viva lieta delle sue convinzioni
(e convenzioni) Un poeta
scardina l'ordine ragionato delle cose
Pronto a cogliere il Nulla
e ad avvertire vana ogni meta

Patrizia Fazzi

Poesie

Definitive parole

Parole da non cambiare.

Parole da non spostare.

Parole da meditare.

Parole da ricordare.

Poesia.

Definitive parole.

Ci vestiremo di versi

Resteranno le mie parole
quando non ci vedremo più.

Brilleranno al sole
come i miei capelli,
che non potrai accarezzare.

Rosse fiammelle
nel buio che ci dividerà,
gocce azzurre, fresche,
per l’arsura di un bacio impossibile.

Nei freddi risvegli
e negli opachi tramonti
i ritmi creati per te
saranno morbido mantello,
talismano da stringere,
nenia consolatrice.

Ci vestiremo di versi
come di carezze
e per una volta ancora
la poesia si farà amore
e ci salverà.

Vola poesia

Vola poesia,
anche con le ali stanche,
anche nella nebbia e nella notte,

vola poesia,
come un inno,
come una preghiera,
come un regalo inatteso,
le tue parole
come un motore,
i tuoi versi
come un’orchestra,

vola poesia,
per tutti,
anche per chi non ti cerca
o non ti crede,
vola poesia,
come un gabbiano,
come una preda inseguita,

vola poesia,
cadi come una pioggia sottile,
come un uragano,
una neve bianca
che tutto purifica
e lava e protegge,

vola poesia,
per qualcuno
sempre sarai
la goccia di pace
e di luce.

Piantare parole

Vorrei piantare parole,
come piantine grasse innestarle
in vasetti
e accomodarle piano
nella terra di tutti,
vederle germogliare
accanto al muro dei sogni
con ogni giorno una lacrima
e una stilla di sole.

Nell’aria di tutti far crescere
echi flessuosi di versi,
dare e essere
voce
del sangue gioioso e disperato:

piantare parole vorrei,
come una croce di fiori.

Risorgeranno parole

Risorgeranno parole;

tenui filami nella giungla dei suoni
pulsanti foglie nuove

timide parole

nella notte elettronica
riscoperti battiti ancestrali
guizzanti nel gregge stordito assordato;

risorgeranno parole
e si faranno
nel silenzio
pensiero.

Vita

Sento la vita che mi scoppia dentro
acqua azzurra che si espande
e ingrossa gli argini del cuore

erba verde con bocci colorati
fragranti come mani tese
a spezzare insieme il pane dei giorni

vita

vita che mi provoca
mi culla e poi mi annulla
mi cala nel buio a rincorrere voci
e poi mi spiazza con i suoi arcobaleni

vita da afferrare
e inafferrabile

doloroso meandro
dove perdersi con gioia.