22 maggio: “Quaderni di appunti”


Il 22 maggio 2006, alle ore 16,30, si è tenuto, presso la biblioteca Sandro Penna dell’I.T.C. “Vittorio Emanuele II” il IV incontro “Quaderni di appunti” a conclusione del ciclo di incontri dedicati alla poesia organizzato da Seinversinell’ambito dell’attività svolta da Bibliotecamica.

Vittoria Bartolucci e Gabriella Zito hanno presentato gli intervenuti, Carla Malerba, Antonella Ubaldi, Sergio Vetrini, invitandoli ad illustrare il lavoro che essi hanno svolto nell’intento di valorizzare, con motivazione e fini diversi, gli approcci alla poesia che i giovani spesso affidano a semplici appunti, sottovalutando le proprie capacità creative.

Prima di iniziare l’incontro, la prof.ssa Maria Rita Boccanera ha ricordato ai presenti l’attività di Bibliotecamica, che, nell’intento di aprire all’esterno il proprio spazio con iniziative di richiamo, ha promosso la serie di incontri sulla poesia, nella convinzione che la parola poetica possa creare un rapporto profondo di sensazioni, emozioni e idee tra chi scrive e chi legge.

Ha preso quindi la parola la prof.ssa Carla Malerba, insegnante di materie letterarie presso l’I.T.S. “Vittorio Fossombroni” di Arezzo, promotrice di un concorso di poesia per gli studenti della propria scuola. Come insegnante e poetessa (Carla Malerba ha pubblicato le raccolte di poesie ”Luci ed ombre” e “Creatura d’acqua e di foglie” e nel 2005 ha vinto il II premio al concorso biennale “Sabbie”, indetto dall’Associazione Studi Africa Orientale con sede a Roma)), è molto attenta alla sensibilità e alle capacità espressive dei giovani. Si è chiesta quanto possa essere legittimo istituire un premio di poesia, legittima la richiesta di far produrre pensieri scritti secondo precise tecniche di scrittura. La motivazione sua e degl’insegnanti promotori risiede soprattutto nella speranza che nella valenza della parola i ragazzi scoprano lo straordinario momento della felicità inventiva e che questa scoperta li accompagni per tutta la vita. Carla Malerba e gli organizzatori del concorso, dopo aver esaminato la possibilità di attivare un corso di scrittura creativa per favorire l’attitudine alla scrittura poetica, sono giunti alla conclusione che non è legittimo procedere con pratiche didattiche che svuotano di contenuto la poesia, perché essa nasce nell’ombra e dall’assorta capacità di stare con se stessi. E’ compito della scuola favorirla come è suo compito promuovere idee che si discostino dai luoghi comuni, dalla pigrizia della quotidianità. Carla Malerba ha quindi letto alcune poesie presentate al concorso istituito dall’Istituto “Vittorio Fossombroni” ed ha poi invitato lo studente Jan Cecil Scott, che frequenta lo stesso istituto, a leggere la poesia “Pensieri tra i binari”, per la quale si è aggiudicato il I premio al Concorso “Città di Capannori”- sezione giovanile- 2006.

Antonella Ubaldi, preside della Scuola Media “Carducci” di Perugia,ha iniziato il suo intervento ricordando la sua attività di giornalista sportiva che le ha consentito di avere un primo approccio al modo di comunicare dei giovani, molto attenti al linguaggio sportivo. Anche Antonella Ubaldi, come scrittrice e poetessa (ha scritto in prosa: “Amore al femminile”, “Caro don Lorenzo -100 lettere all’indimenticato maestro di Barbiana, “Incontri; La luna e il mare” e in poesia: “Acquario”, “Carezze”, “A qualche passo dalle stelle”), ha ammesso di aversempre desiderato di avvicinarsi alla scrittura giovanile ma, purtroppo, come insegnante, il tempo che vi ha potuto dedicare è stato troppo breve, per il sopraggiungere di un impedimento. In seguito,divenuta preside, ha continuato ad essere vicina al mondo giovanile e,nei limiti di ciò che le è consentito dal lavoro, è sempre riuscita a crearsi uno spazio per restare a contatto con i giovani che le affidano i loro scritti. Leggendo alcune poesie distudenti della scuola media, ha fatto notare quanto divario ci sia tra i giovani di I e quelli di III, sia per quanto riguarda il grado di maturità,sia per ciò che concerne il linguaggio; ha ricordato in modo particolare Martina, una ragazzina di cui aveva scoperto la creatività poetica che si è poi pienamente evidenziata quando la giovane ha iniziato a frequentare le scuole superiori. Ricordando un episodio della sua esistenza, Antonella Ubaldi ha letto alcuni versi da lei scritti in quella circostanza, con i quali ha voluto significare ai presenti come la poesia riesca a sublimare e a placare il dolore e i sentimenti che ne derivano.

Sergio Veltrini, assistente sociale residente a Perugia, ha presentato “Parole in p’rima”, una raccolta di poesie, racconti ed appunti di adolescenti intorno alla notte, frutto del progetto “E la notte…no” finanziato dal Ministero della Salute e realizzato dal Sert di Perugia e dalle cooperative del privato sociale Nuova Dimensione e la S.C.I.I.A. Intento dell’iniziativa è stato quello di realizzare un’esperienza pilota al fine di stimolare scelte culturali e comportamentali contrastanti al consumo di sostanze stupefacenti. I promotori, nella considerazione che la condizione dei giovani viene presentata e descritta solo quando si trasforma in cronaca e diventa quindi esempio di quel “disagio giovanile” che pare caratterizzare la quasi totalità dei ragazzi di oggi, hanno voluto fornire opportunità alla loro immaginazione e alla loro libertà d’espressione, invitandoli a raccontare il loro mondo e quindi se stessi, un territorio immenso in cui il disegno, la fotografia, i video, la musica, la poesia, il racconto possono diventare luoghi dove sostare, dove trovare persone di cui fidarsi, insieme alle quali individuare percorsi più salutari e condivisi. La scelta del tema, la notte, è l’indicazione di un tempo svincolato dall’assillo, dall’ansia, dalle richieste, un tempo quindi in cui si può sperare di non essere riconosciuti, soppesati, analizzati. E’ il momento in cui ci si può esprimere liberamente: “Pensa alla notte e libera la fantasia”. E’ cosi che i promotori hanno invitato i giovani a presentare i propri scritti ed essi hanno risposto all’ iniziativa con un’adesione superiore alle aspettative, confermando il loro bisogno di esprimersi, di far sentire la propria voce.. Jan Cecil Scott e Homer, uno degli autori presentati in “Parole in p’rima”, hanno quindi letto alcune poesie tratte da questotesto.

Infine Vittoria Bartolucci, ricordando “Il terzo punto”, la raccolta di “fogli” di studenti dell’ I.T.C. “Vittorio Emanuele II”, ha letto la poesia “Castelli di carta”, per far capire ai presenti quale profonda intesa si crei tra chi scrive e chiaffida al suo giudizio i propri tentativi poetici .

Maria Cristina Baioletti alla tastiera ha alternato i tre interventi interpretando alcune sue composizioni, dando prova, ancora una volta, della sua sensibilitàdi artista e delle sue capacità canore.

Spunti per riflettere e discutere

Quale profonda intesa si instaura tra chi scrive poesie e chi legge quei primi, timidi esperimenti poetici!

Questi,spesso, sono affidati a semplici appunti, a “foglietti ripiegati” che resterebbero dimenticati in fondo ad un cassetto se non ci fosse chi prende in considerazione quei versi e i tanti significati che essi esprimono.

Ma, è giusto guidare chi scrive secondo precise tecniche di scritturao questo soffoca la vena poetica e la libera espressione?

La poesia può diventare un approdo sicuro per chi cerca una dimensione più autentica nel rifuggire comportamenti devianti ?

E’ comunque particolarmente emozionante scoprire il mondo che i giovani scrittori hanno in sè

e che riescono ad esprimere in toni di autentica poesia, tanto che chi legge si lascia avvolgere in un mondo magico . Vittoria Bartolucci, nella poesia “Compagni di carta”, ci immette in questa atmosfera incantata.

 

Istituto Tecnico Fossombroni -Geometri-PACLE- Linguistico aziendale Concorso di poesia. I-II-III edizione

24 SETTEMBRE

Accoglimi dietro le fredde corolle
Sono la speranza di rimanere tra le pieghe dei tuoi ricordi


Confondimi con il suono del mare
Sono il sussurro del vento che ha spento ogni tua candela


L'ennesima lacrima ti ha punto come foglia secca
Hai spiegato le ali senza rumore
Ma ti sto sentendo


Ti sto osservando, sorridi già privo di quelle sofferenze
Ed il cielo verso il quale prendi il volo
Mi esplode nelle vene


Sono il susseguirsi di quelle parole come rabbia
Stringimi nel tuo abbraccio sommesso


Lasciami fondere con i cristalli del mattino sulla terra
O il tuo sorridere non sopravvivrà


Puoi sentire tutti i rumori di questo mondo
Ed io sono solo una nota per te, nonno che amo.

(GORELLI Irene - 4AL)

NON PIANGO

Negli occhi
tuoi blu
io rivedo
profondi pensieri,
ricordi leggeri,
di lunghi
capelli tagliati,
rimasti
riccetti rasati.

E soffro
se non
mi capisci,
se ieri hai avuto
veementi giudizi.
Non piango,
che sangue non odia,
fratello
fratello non odia.

Non credo.
Lo spero.

(CORAZZESI Cinzia - 4B)

FRAMMENTI

Rileggevo
Frammenti alla rinfusa

Le nostre erano passioni
Avvilite e deluse
Soffocate come la sabbia stagnante
Nel tramonto livido di pioggia
Poi cambiò il vento
Il temporale lavò via il nostro rancore

Adesso
Seduti l'uno contro l'altra
Ebbri di sensazioni
Il tempo non conta
Il tempo non ha più senso
Lo ripeti lentamente
Aspettiamo insieme l'alba

Mani inconsce che si cercano colpevoli
Due lunghe ombre sotto il cielo nero
Nitida sensazione che
Qualunque cosa sia
Non finirà.

(LA SELVA Valentina - 4AL)

LA VITA

E si gira un'altra pagina
sfoga la tua rabbia
forse non ti è piaciuta l'ultima che hai letto
ma vai avanti
ci sarà un capitolo di gioia

Per me sei 

Per me sei come l'arcobaleno,
l'unica cosa bella
in una lunga, lenta,
giornata di pioggia.

(SECCHI Eros - 1 Monte S. Savino)

LA GUERRA

Le lacrime sul tuo volto
Come gocce di rugiada che scorrono
Timide sui tuoi lineamenti
Mutati dal dolore.
Il dolore di una guerra
Che come un fiume in piena
Scarica la sua forza sui deboli,
È l'inizio dell'inverno della vita.

(FABBRI Giacomo - 2 Monte S. Savino)

GINO K (STELLA SOLA)

Forse è la storia di uno di noi
con un'infanzia da dimenticare
Mille i ricordi da cancellare e
una domanda in testa a pesare
Era diverso dalla maggioranza
i suoi vestiti non erano ok
nelle sue cuffie suonava del punk
c'era dell'odio attorno a lui
forse l'invidia della libertà

Ma non c'è nessuno che mi sappia raccontare
ancora una favola su cui poter contare

Forse la vita l'aveva lasciata
su una bottiglia appena scolata
forse l'aveva dimenticata
su una cartina appena bruciata
ma il tempo passa anche per lui
ed i problemi son sempre lì
forse la vita finisce così
forse una stella si spegnerà
In mezzo al buio di questa città

Ma non c'è nessuno che mi sappia raccontare
ancora una favola su cui poter contare

(MORI Guido - 3AL)

LONTANISSIMO

Lontanissimo da questo mondo
Lontanissimo da questi sguardi vuoti
Lontanissimo da gente indifferente e povera
Lontanissimo da questa terra umiliata
Lontanissimo da voci alte e potenti, dalla bellezza che acceca lo sguardo,
da litigi senza senso.
Da questa perfida bontà e da questo vigliacco coraggio
Dalle perplessità, lacrime solitarie, da questo sorriso di carta pesta
E da questa bocca che sa dire solo bugie
Dall'apparente perfezione, da carezze rubate, da parole dette troppo forte, e menti 

ubriache di questa vita
alcolica.
Vicinissima a me stessa,
a chi sono io,
a questa mia anima imprigionata in questo gioiello,
di rame luminoso che poi si arrugginisce.

(MATTEUCCI Silvia - 2AL)

FERVIDO CONSIGLIO

Rassicurante indifferenza
Detesto le squallide ambizioni
e mi sorprendo a piangere, mi faccio ridere.
Non mi piace il tuo sorriso: è troppo rosa, troppo perfetto!
Non voglio sentirti non dire nulla
Ascolto solo il silenzio,
riesco a trovare in lui qualche carezza e,
qualche fervido consiglio
In lui mi tolgo i vestiti di scena,
e con abilità decido di ascoltare,
e riesco a sentire
Sono sola e mi sento sicura, sincera,
di cristallo,
il vento non riuscirà a sgretolarmi in mille pezzi
E mi sento sorprendere,
in mezzo a tanti sguardi trasparenti.

(MATTEUCCI Silvia - 2AL)

RICORDO

RICORDO DI UNA VECCHIA CITTÀ
ANTICA E INDIFFERENTE
NELLA PIANURA MUTA
AVVOLTA NELLA NEBBIA
E NEL VIALE LUNGHISSIMO
ALLE MIE SPALLE
SI FERMA IL TEMPO ...

(INTELISANO Dario - 1 Monte S. Savino)

LA MIA PATRIA IDEALE

La mia patria non è di bianchi
La mia patria non è di neri
La mia patria è di tutti

La mia patria è patria di grandi eroi,
Ma non di guerre,
La mia patria non ha religione,

La mia patria è una patria ideale,
ma sfortunatamente non esiste.

(OUERTATANI Bilel - 1 Monte S. Savino)

"LA MIA TERRA VIAGGIA"

La mia terra

Con le sue creature

Viaggia

Nell'universo

Oscuro

Di questo periodo di lotte.

(NOCCIOLINI Alessia - 3 Monte S. Savino)

LA MIA TERRA

Dicono che la mia terra sia piccola,
ma grande è nel mio cuore,
dicono che la mia terra sia sporca,
ma pulita è nel mio cuore.
Dicono che la mia terra sia cattiva,
ma nel mio cuore è dolce,
pulita e tanto amata.

(GIANQUITTO Roberto - 1 Monte S. Savino)

Pensieri tra i binari di Jan Cecil Scott

Una gelida panchina
Di fronte al binario
La foschia ancora bassa
Che offusca il paesaggio

La luce rarefatta
Che scioglie la brina
Sulle rotaie
Ancora dormienti

Un treno vagante
Passa improvviso
Dai finestrini
Le diapositive

Il silenzio infranto
Dalla voce del
Capostazione
Che mai capirò

Camminando lentamente
Su tutte le lacrime
Perdute e rimaste
Sulla banchina

Dai tanti tristi addii
E commoventi arrivi
Attesi a lungo
Passati in istanti

La banchina è soltanto
Un luogo sospeso
Tra la vita reale
E la mente che vola

La banchina è un diario
Di tanti ricordi
Scritti sulle impronte
Ancora bagnate

Su quella panchina
C'è questa poesia
Che aspetta 
Da tanto un lettore

Ma un treno vagante
Passa improvviso
E quel foglio
Leggiadro vola via.

Da "PAROLE IN P'RIMA"

Homer

ANIMA GIROVAGA

La luna appena nata
indossa un cappuccio
e una larga sciarpa di nubi.
La chioccia si ritira
tra lo stabbio dell'aia,
battuto dal grecale.
Un soffio d'ali giunge,
soffice e continuo, dalla macchia
infestata di gnomi ed elfi,
che sgattaiolano tra i solchi
degli argini campestri e tra gli arruffi di euforbia impollinata.
Nereggiano nei cimiteri
le sagome degli allocchi
e un presagio di morte
piomba nell'opaco aere.
E tu anima girovaga che
vai a dare i natali ai novelli,
respiri, cosa rovisti,
nella notte che sembra
franar sulla terra?
RADICI NELLA NOTTE
Il sole sgranchisce
le sue ultime braccia
sui campi onusti di fiengreco.
Poscia serpeggia
inviperito dietro il plumbeo calle.
Le civette cominciano ad aleggiare
 sul ballatoio per l'atteso banchetto.
Malinconica l'upupa rinverdisce
il suo ultimo canto monotono
i gelsi balbettano al vento di primavera
scimmiottando una sinfonia
antica quanto l'universo dei silfi.
Le stelle pascolano chete nel cielo,
divenuto una grande ossidiana, con la luna,
arbitro e pastore delle cristalline perle.
Le radici della notte sono uscite
allo scoperto, avvolgendo
i nostri sentieri di pungenti emozioni.
QUELL' ANCORA DELLA LUNA
Tu, che, come una badessa
istighi ad inneggiare orazioni
alle pie sorelle stelle,
hai levato l'ancora
dei tuoi capelli dall'altro
emisfero e adesso sorgi
immaginifica e rossa,
estrema vetta dei monti di Sicilia.
Perché non scendere dall'argentea
scalinata del tuo celeste convento
ad accendere i fuochi
dei nostri languori, al tuo
cospetto, così glaciali?

Diego Baglioni

LA GENTE CAMMINA QUANDO PENSA

La gente cammina quando pensa
Cerca qualcosa
Cerca dimenticare
Seduti
Riposano pensando futuro
Ripensando passato
Parlando con amiche
Riposano gettando
l' amoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Il loro
Amoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
oooooooooooooooo
In posti
Ombra
Impensati
Ingoiano parole birra
Aprono stomaco
Accendono stelle.
Wodan CANDIDA
Luna, 
eburnea presenza,
così grevemente splendida,
i corpi nudi degli amanti
riverberano i tuoi
ardenti raggi,

nulla possono contro il tuo
poderoso guardo,
si sentono oppressi,
schiacciati,
ormai stanchi,
privi di vita.
luna.

Giulia Rossini

NOTTE D'OTTOBRE

Una perla di fiume s'era smarrita
l'ho vista cercare una stella,

(bella e chiara come
una notte d'Ottobre).

Insieme l'abbiamo trovata
specchiata nel fiume vicino a Perugia.

Vittoria Bartolucci

Compagni di carta

E' un castello di carta
fragile e incantato     questo essere nei
(pochissimi anni tu     e io    senza più età)
compagni di poesia.
Tu che cerchi    come una carezza    le parole
(chissà    se hanno senso    poi)
con cui ti spiego
le "regole del gioco"
(-Vedi?    qui    è un po' stonata
Se la leggi ad alta voce    dopo averla scritta.-
oppure
-C'è un errore    che forse t'è sfuggito.
Qualche volta    sai    succede pure a me
quando scrivo in fretta.-)
E io che guardo    mentre il tempo passa
prendere le ali    su pezzetti di carta
strappati dai quaderni
(come fanno    quando scrivono i ragazzi)
le parole con le quali    mi affidi la tristezza
o un grande amore    che fa proprio troppo male
(-Chissà-mi chiedo intanto-
se la più bella    volerà lontano?)
E' un castello di carta    fragile e incantato
quando incolli nel diario
nel quale    tra compiti da fare
graffiti e qualche foto    scorre la tua vita
qualche mio pensiero
(anche     se leggo nei tuoi occhi    a volte
muta la domanda     sul perché
quando scrivono    gli adulti    nascondono
le loro sensazioni    con metafore e parole
tanto complicate)
E' un castello incantato
quando    consegnando alle mie mani
"una cosa    dedicata a lei"
scappi via senza sapere
che ci sono giorni    troppo freddi
nei quali
dentro la mia borsa    risplende come un sole
il tuo foglietto ripiegato
(l'unico    a volte    sino a sera)
che vedo io soltanto.

Poesie alunni  Scuola Media "Carducci - Purgotti" di Perugia

Una nuvola,
un lieve fruscio,
con la pioggia e con il sole
 i miei pensieri si spostano.
Un leggero torpore
invade il mio corpo.
Quando arriva la notte
tutto ha inizio.
Ed i miei pensieri
vagano liberi.
Le mie parole si rincorrono nel vuoto,
mi sento sollevare,
comincio a volare anche io.
La mia essenza è libera,
tutta l'energia è in me,
vorrei non finisse mai.



Dimenticando gli schemi e i confini,
il tempo e lo spazio,
le luci e le ombre,
cammina tra la neve e il gelo,
esploratore dagli occhi sognanti.
Raggiungi la tua stella,
quella più luminosa,
quella più bella.
Vivi solo della tua perpetua speranza,
sentimento che come una fiamma
non smette mai di ardere,
come un cuore,
non smette mai di battere...


L'amore è tutto ciò che un uomo ha,
l'amore è il mondo,
l'amore è il destino.
Nelle notti stellate
quando il vento accarezza le foglie
i pensieri volano in alto
e poi si posano
sul nostro cuore
per farci sognare...