POMERIGGIO D'APRILE
E chissà quante volte ci è successo
magari in qualche pomeriggio
dolce d'aprile
di addormentarci
("aprile dolce dormire")
senza la cintura
accanto al guidatore
in un'auto
in corsa verso il sole
(su una superstrada su una tangenziale
un corso un viale un controviale una bretella
un sentiero di campagna una variante un lungomare
un ponte sopra il mare….
qui a Genova a Torino
in Inghilterra in Francia
in Russia in America Latina
e persino in Cina…..)
per stanchezza o desiderio
(inconsapevole forse)
di morire
ma poi
proprio prima dell'ultima fermata
ci ha svegliati appena in tempo una voce
di bambino un sogno una carezza
o soltanto
il volo di una mosca
(è questo a volte il modo
di travestirsi del destino)
in cerca da mezz'ora
di un varco verso il cielo
FRAMMENTI D'ESISTENZA
Tu dormi amore mio
e non sai di questo vento che nell'alba
fredda di gennaio
al di là dei vetri
frammenti d'esistenza
strappa cieco agli alberi e alla terra
e li trascina senza resistenza
in nuvole di polvere
verso il mare sonnolento di palazzi
e di luci non ancora spente
che si estende sino all'orizzonte
Tu dormi e non lo sai
che a impedirgli
di portarmi via con sé non è
questa finestra chiusa contro il cielo
ma solo il fatto
che si è fatto troppo tardi
tu devi andare via e io
non ti ho ancora preparato
il solito caffè
CARTA VELINA
Se un giorno vedrai
mi sentirò male veramente
non c'è bisogno che tu chiami
chissà che luminare
per sapere qual è
la mia malattia Lo so da me
(e te lo dico perché
ti sappia regolare)
che da sempre un foglio di carta velina
ho al posto del cuore
e mi basta ad esempio
un colpo di tosse di qualcuno che amo
un silenzio che non ha spiegazione
una notizia in un giornale o alla radio
un geranio che soffre la sete
perché altri strappi
s'aggiungano a quelli più o meno grandi
già presenti sulla sua superficie
Meravigliati invece soltanto del fatto
che io sia arrivata
col difetto (congenito forse) che ho
a questa mia età
IL GUAIO E' L'ESTATE
Il dolce nascosto
in fondo a un cassetto
la borsa dell'acqua o il cuscino
da abbracciare la notte
il mantello
per avvolgersi uscendo di casa la sciarpa
un giorno diventano a un tratto
bisogno di stare al telefono ore
e fare il numero-elenco
di tutti quelli
che ti possano dare
"un po' di calore"
Poi scopri
che sei sempre tu
ad averne bisogno
e non telefoni più per qualche tempo
ma ti affidi soltanto
al dolce alla borsa al cuscino al mantello alla sciarpa
Il guaio è l'estate
che ti rimane
il dolce soltanto A volte gelato
GIA' QUASI L'ALBA
Svegliarsi
-è già quasi l'alba-
sentendo
giù nella strada
le solite auto
e accanto una radio rimasta
accesa per tutta la notte
e restare con gli occhi chiusi
(lento il respiro)
sotto il lenzuolo
per sentire
come sarà -dopo- la vita
HIROSHIMA
E mentre tra le sue piccole mani
bianche cicogne di carta
prendevano forma leggere
lei
di tornarsene a casa guarita
(quando fossero mille)
in un mondo
senza più guerre sognava
senza sapere
(i bambini perlopiù non lo sanno)
che i sogni
si avverano
solo nei sogni